Scrittura creativa

Questa sezione  è dedicata alla scrittura nelle sue più svariate forme: poesie, racconti brevi, romanzi, riflessioni, tesi.
Molti concetti sono stati concretizzati nel libro “L’ultimo treno” presentato ufficialmente il 10/01/14 .
Il libro è diviso in tre parti: la prima è dedicata ai racconti brevi, la seconda raccoglie una serie di versi e la terza parte sono dei racconti di viaggio e di vita illustrati dagli amici ed artisti: Sandro Segneri, Manuel Cammello Idone, Mario Castí Farina, Valerio Verde.

I concetti espressi sono vari anche se spesso si intrecciano tra loro: amore, odio, sesso, situazioni borderline, violenza, droga, musica ed altro in ottica underground.

Estratto da "La mia pace"



..."Musica, vino rosso, locali notturni, sigarette, sesso, meditazione zen, fame compulsiva, ketamina, marijuana, pipette di crack, stupidi giochini d’internet, trattati di estetica greca: andava bene tutto, pur di non pensare.
C’è chi ha paura del bau bau dentro l’armadio o del buio la notte, chi di prendere l’aereo, chi della folla o degli spazi aperti, chi dei crocefissi e degli specchi, chi della verità o degli scheletri negli armadi, chi dei germi o del sangue: io avevo paura di restare da solo con me stesso.
Erano ormai diversi anni che mi ero circondato di lacchè e di stupide puttane, pur di non restare nemmeno un minuto con i miei pensieri. Il cervello era per me quello che il prezioso e dannato ritratto era stato per Dorian Grey, con la differenza che io non potevo chiuderlo in una cantina a doppia mandata."...



Estratto da "L'obesa"



..."Andai in bagno a radermi, mentre la caffettiera, con la giusta dose di caffeina al suo interno, molto lentamente faceva lievitare il suo contenuto.
Ho sempre amato quei rasoi da barbiere con lama tedesca o giapponese, sono così affilati da ricordare quei film di soldati mentre si radono con i loro coltelli survivor: adoro le lame ben affilate.
Che strano: dopo due anni ancora non mi ero abituato a vedermi senza capelli e glabro, ma il sessanta per cento dei casi di omicidio è risolto per una traccia di DNA lasciata dall’assassino, e nell’ottanta per cento delle volte si tratta di un capello o di una ciglia.
Tutto: avevo studiato davvero tutto."...




"Kyoto" 



Sale la nebbia
tu raccogli una stella, 
emozionante.



"Il mare"



Il mare urlava agonizzando,
colpito mortalmente dalle lame solari.
Io, immobile ai piedi della battaglia, 
puntavo tutto
per avere ancora qualche attimo di tenebra. 
Mentre la fredda stella scioglieva impassibile 
le mie remore e le mie insicurezze.



Estratto da "Siga"



..."Non mangiavo da tre giorni e, come detto in precedenza, non uscivo da casa da almeno il doppio.
Strano che i vicini sentendo quel fine olezzo zigzagare tra le stanze fino a raggiungere le fessure della porta e delle finestre, non abbiano pensato che avessi posto fine alle mie sofferenze. Forse avevano pensato che di perduto amor non si potesse morire, o semplicemente mi odiavano a tal punto che non ritenevano necessario chiamare chissà chi per darmi un’indegna sepoltura.
Trovai, navigando sul materasso, un foglio che dovevo aver scritto poco prima quando nelle mie vene c’era più piombo che sangue. Era una bellissima poesia haiku che recitava “Sei una stronza”.
E poi c’è chi dice che il vino non veritas."...



Estratto da “Siren“

...

"La parte migliore è senza dubbio quella iniziale: lo scambio timido di sguardi, quell’incertezza costante e la forza che in essa deriva e che mi fa scrivere fiumi di emozioni.
Chi farà la prima mossa? Abbiamo entrambi paura.
Ma poi, di cosa? Di quello che potrebbe accadere? No. Sarebbe una cosa bellissima.
E allora di cosa? La timidezza quando si parla di amore è la zavorra degli stolti."...



Estratto da "Solo un sogno"



..."Piango dalla disperazione, so che probabilmente una via non c’è ma non posso farmi prendere dallo sconforto. Devo sempre e solo fuggire, mi trascino dietro la ragazza come se ormai fosse un’estensione del mio stesso corpo, non faccio più caso né a lei né allo sforzo che sto facendo per non lasciarla indietro.
Ormai è come se camminassi in una strada senza confini, vuota e nera, non calpesto più il suolo, ma cavalco la mia disperazione che non so dove mi porterà."

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